Il CREI è un soggetto educativo che opera nella società civile e che ha, tra le sue finalità, anche la conoscenza, il rispetto e lo scambio tra culture diverse.
Non si può restare indifferenti di fronte allo sterminio di un popolo e della sua cultura, all’espropriazione della sua terra e della sua dignità.
È quello che succede ai palestinesi, da troppo tempo e in modo devastante.
I governi vedono e non agiscono (solo parole di facciata), gli organismi internazionali sono esautorati della loro autorevolezza e possibilità di intervenire, il diritto internazionale è calpestato, l’impunità è garantita ai responsabili del massacro.
“Fermare il genocidio” è il messaggio lanciato dagli organizzatori della Global Sumud Flottiglia, una grande missione civile internazionale, che dal 31 agosto partirà da diversi porti del Mediterraneo, mettendo in mare una flotta che batte 44 bandiere diverse. Global come globale, Sumud come resistenza.
Missione che coinvolge 50 paesi per portare aiuti umanitari a Gaza e rompere il silenzio.
Non si può non riconoscersi nell’esasperazione per la passività e la connivenza dei governi. Una voce e un’iniziativa da parte della società civile che sente il bisogno di agire, di farsi ascoltare, di tentare qualsiasi cosa pur di cambiare il corso di questa tragedia, di non doversi sentire complice.
Un’azione assolutamente legale sul piano del diritto internazionale che intende non solo trasportare aiuti, ma portare un messaggio: l’assedio deve finire.
Ciò che è illegale è il blocco di Gaza: non è un’opinione, è un fatto.
Basta morte, basta fame, basta isolamento, basta devastazioni.
Per questi motivi il CREI intende aderire idealmente e invita ognuno di voi a supportare materialmente la spedizione, a contribuire liberamente e consapevolmente. Per farlo potete collegarvi al sito e cliccare su “DONA; ECCO IL LINK: https://globalsumudflotilla.org/#help.
Non si può sapere come andrà a finire la missione, ma sappiamo che ogni sforzo per tentare di salvare vite umane e per difendere la speranza va fatto e appoggiato.
Per rispondere al nostro senso di responsabilità e per restare umani.

